Gli Her’s non erano solo un duo indie.Erano un mondo in costruzione. Un’estetica precisa, fragile ma riconoscibile, fatta di melodie leggere e malinconia nascosta sotto superfici luminose. Con Songs of Her’s e poi Invitation to Her’s avevano iniziato a definire qualcosa di raro:un indie pop che sembrava semplice, ma in realtà era pieno di dettagli, silenzi, sfumature.Non facevano rumore.Non cercavano di imporsi.E forse è proprio per questo che arrivavano così forti.La loro carriera è durata pochissimo.Troppo poco per quello che stavano diventando.
Nel 2019, durante il loro primo tour negli Stati Uniti, tutto si è fermato.
Un incidente. Fine.
E lì succede qualcosa che nella musica succede raramente.Gli Her’s smettono di essere solo una band.Diventano una sensazione sospesa.
Ascoltarli oggi è diverso.
Prima erano “una promessa”, ora sono una possibilità che non esisterà mai.Ogni brano ha dentro due livelli:quello che senti e quello che immagini sarebbe potuto diventare. Questa cosa cambia tutto, la loro musica li ha resi immortali.Gli Her’s oggi non sono solo quello che hanno fatto, sono anche tutto quello che non hanno avuto il tempo di fare e forse è proprio questo che li rende così difficili da ascoltare fino in fondo.
Perché non è nostalgia, è qualcosa di più strano. La sensazione di guardare un futuro… che non esiste più.
Gli Her’s erano Stephen Fitzpatrick e Audun Laading, si erano conosciuti alla Liverpool Institute for Performing Arts, si trovano subito artisticamente e costruiscono Her’s insieme.Fin dall’inizio attiravano attenzione in modo quasi naturale.Non solo per la musica.Avevano qualcosa di raro: erano dolci, eleganti, quasi fuori dal tempo.
Un’estetica pulita, sorrisi leggeri, quell’aria da band che non ha bisogno di urlare per farsi notare e quella stessa cosa si sentiva nelle loro canzoni.
Io li ho scoperti per caso, senza cercarli davvero e me ne sono innamorato subito. Il loro sound era semplice, ma arrivava dritto, c’era qualcosa di profondamente emozionale, anche nelle cose più leggere non dovevi sforzarti di capirli,ti bastava ascoltare…
Ma come spesso accade, anche nelle cose più semplici, se ascolti bene, c’è molto di più. La voce, la musica, il basso: tutto si sposa perfettamente, con una delicatezza che sembra naturale, ma è profondamente ricercata.
Ascolta. Senza Filtri. Sempre.
C.I.
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